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Il perchè Ischia di Grottammare

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Ricerca del Maggio1978 a cura del club Ischia

II nome della zona Ischia di Grottammare ha origini molto antiche: nei libri “Il Piceno” di G. Speranza e “Memorie storiche di Grottammare” di Mascaretti troviamo che nel Medioevo, sulla destra del Tesino, vi era il castello d’Ischia, la cui Chiesa aveva alle dipendenze la Corte di S. Vincenzo, ed il nome Ischia compare nei Registri Episcopali Firmani a partire dal 968. Lo Speranza parla di ruderi romani da lui stesso trovati, indizi di un antico castello, ornamenti di bronzo domestici e sepolcrali, monete dei tempi imperiali e armille simili a quelle dell’Agro Cuprense.
Volendo risalire più indietro, possiamo arrivare fino ai Pelasgi, un’antica popolazione orientale che invase ad ondate successive parecchie regioni europee: lo Speranza, infatti, nota come il nome Ischia sia sicuramente pelasgico, giacche le isole Enotridi, di cui è stato dato il nome dal pelasgico Enotro, sono precisamente Ponza e Ischia; è chiamata Ischia anche l’isoletta presso Pozzuoli, tenuta dai Cumani, fondazione calcidese-pelasgica ed in quest’isola, secondo 1° leggenda,’sarebbe sepolto il gigante Tfeo, anch’esso pelasgico. Questa ipotesi è stata rafforzata dalla recente pubblicazione “Cupra” dello scomparso B.F. Mostardi nella quale si dimostra, con prove pressoché schiaccianti, che nel territorio cuprense si stanziò una popolazione pelasgica. Ora, continua lo Speranza, anche Ascoli è stata fondata dai Pelasgi: infatti vi troviamo resti di antiche mura, venute alla luce nei pressi di Porta Romana costruite con grossi blocchi di tufo sovrapposti, modo di costruire tipico dei Pelasgi, che non avevano strumenti in ferro atti a tagliare i1 travertino e vi troviamo altresì il monte Pelasgo; poiché anche in Of fida esiste una contrada chiamata Ischia, nonché una contrada Meonia, regione greco-pelasgica accennata da Omero, prende ancora più piede l’ipotesi che queste basi servissero ai Pelasgi per tenere aperta la via del mare, che lungo il Tronto era sbarrata dall’agguerrito castello di Truentum, e forse anche per collegarsi con i Cuprensi, che appartenevano alla stessa razza.
E quando sarebbe avvenuto tutto questo? Non tutti gli studiosi sono d'accordo nello stabilire periodo dell'ultima invasione pelasgica, che comunque non dovrebbe essere posteriore al IX secolo avanti Cristo; ed è quindi questo il periodo in cui arrivò nel Piceno il popolo che ha dato il nome ad Ischia.

Pino Egidio Scarrozzi Prof. Mariano Massetti

 

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